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La vera bestia è l'Uomo
di Ass. cult. "Uomini liberi Uomini Dei" 19/4/2013
 
 
La vera bestia è l'Uomo

Siamo una neonata associazione culturale denominata “Uomini liberi Uomini Dei”e ringraziamo anticipatamente il presente sito che ci ospita, donandoci la possibilità di esporre alcune argomentazioni che ci stanno molto a cuore.


Premettiamo che tra gli scopi principali alla base della nostra costituzione, oltre che marcare l'interesse per la cultura Europea e alle sue tradizioni secolari, rendere viva la storia delle religioni in generale, trattare argomenti di ambiente ed economia, svolge un ruolo determinante la volontà di sensibilizzare la popolazione con l'introduzione di temi a volte anche crudi, o se volete di marcata provocazione, ma finalizzati ad un risveglio delle coscienze, indirizzati a ciò che noi chiamiamo appunto “La rivoluzione delle coscienze”.

Oggi vogliamo porre particolare attenzione allo sfruttamento e al maltrattamento del regno animale di allevamento, ovvero di quelle creature destinate al nutrimento dell'uomo che in nome del bieco profitto sono privati di ogni dignità e rispetto della vita.


La Pasqua è appena trascorsa. Speriamo sia stata una giornata felice per tutti voi ma di certo non lo è stata per milioni di animali in tutto il mondo.
A parte le solite associazioni di categoria come la Lav, la Four Paws o altre più piccole ma non di minore importanza, nessuno sembra dare ascolto a quanto ogni anno viene denunciato attraverso fotografie, filmati e ampie documentazioni, alle istituzioni e al mondo intero.
Nel periodo pasquale circa 900 mila creature quali pecore, capretti e agnelli vengono, è il caso di dire “massacrati”, alla faccia di regolamenti legislativi ed Europei sul maltrattamento degli animali da allevamento e in barba alle norme che ne regolano la macellazione. Di questi 900 mila capi, circa 300 mila non hanno più di 40 giorni di vita (agnelli da latte): vengono strappati alla madre, rimanendo a digiuno anche per qualche giorno, pesati a testa in giù a gruppi, nonostante anche questo sia illegale e nello specifico contravvenendo l'Articolo 2 comma 1 del decreto legislativo n.146\2001 sul trattamento degli animali negli allevamenti. Infine macellati per sgozzamento, la maggior parte degli esemplari senza un efficace stordimento con elettronarcosi. Immaginate quindi che la macellazione avviene quando ancora l'animale è cosciente e tra lamenti, grida di dolore, l'odore del sangue, si genera una sorta di panico e terrore generale anche tra gli animali presenti all'interno del recinto del macello in attesa dell'orribile sorte alla quale sono destinati.
Ora nel pieno rispetto delle tradizioni religiose altrui ci chiediamo però se all'alba del terzo millennio tutto questo sia giusto e soprattutto in nome di quale Dio si possa perpetrare questa terribile mattanza.

Per quanto riguarda i suini e i bovini, questi ultimi in modo particolare dato la stazza, il tragitto che li separa dalla morte, ovvero dall'allevamento al macello è un qualcosa infinitamente disumano.
Innanzitutto pensate per un momento a voi stessi, di essere strappati dalla vita quotidiana e caricati a forza e in malo modo su di un treno o camion con direzione ignota. Il tragitto dura spesso delle ore, a volte qualche giorno per gli animali con destinazione internazionale. Con la velocità dei mezzi di trasporto odierni l'aria che si respira, all'interno di queste vere e proprie gabbie di deportazione della morte, soffoca, irrigidisce, terrorizza gli animali. Freddo o caldo che sia, gli animali non possono bere un sorso d'acqua e stentano a reggersi in piedi per il movimento dei mezzi. Alcuni già caricati in malo modo si spezzano gli arti e nella sofferenza più totale giacciono appoggiati ai propri simili o per terra calpestati dagli altri fino all'arrivo al macello. Alcuni non ce la fanno e muoiono schiacciati durante il tragitto.
Una volta a destinazione gli animali sono ovviamente smarriti ed impauriti. Non tutti hanno molta voglia di scendere dal mezzo. Così vengono scaricati con violenza per la coda, con shock elettrici, con bastonate o gru della vergogna che gettano gli animali come fossero sacchi della pattumiera sulla nuda terra.

Dopo la macellazione, sempre più o meno quella sopra descritta per gli ovini o caprini, l'uomo si ciba di loro e neanche ringrazia il loro cruento sacrificio dato sempre per scontato e dovuto.

Ad alcuni sembrerà assurdo tutto questo ma è vero. E' tutto documentato ampiamente dalle suddette associazioni o da animalisti in privato. Se avete il coraggio e ne dovete avere tanto, potete andare a controllare di persona nei filmati Horror che trovate appositamente nei siti di riferimento.

Le galline di allevamento non se la passano in modo migliore. Su circa 40 milioni di esemplari allevati ogni anno in Italia, 16 milioni vivono in allevamenti illegali. Tra le più barbare condizioni di vita si trovano le galline ovaiole segregate a gruppi di 15\18 esemplari in gabbie così strette che già per 10 esemplari lo spazio sarebbe ridotto. In queste condizioni, lo stress da allevamento è disumano. Agli animali viene tagliato il becco, ma questa macabra precauzione non frena il massacro da cannibalismo che spesso si genera all'interno delle gabbie. Tutto questo senza contare animali in precarie condizioni igienico-sanitarie che depongono uova su cataste di animali morti anche da giorni. La notte non scende mai in questi lager della sofferenza e della negazione di perfino un minimo di riposo: i capannoni, infatti, sono illuminati a giorno 24 ore su 24, in modo di sfruttare al meglio il deposito delle uova.


Nell'ultimo mese è scoppiato lo scandalo della carne equina nei ravioli, lasagne, hamburger e sughi in barattolo di note case alimentari. A nostro giudizio la gravità della situazione non è tanto la scandalosa frode alimentare consumata nelle case di ignari consumatori, quanto la provenienza della carne equina di dubbia qualità sanitaria presente nelle confezioni. Da ispezioni dei NAS ai laboratori delle case alimentari in causa, è emerso che spesso la carne di cavallo è priva di tracciabilità. Questo vuol dire che la maggior parte dei cavalli non sono di allevamento ma povere bestiole sfruttate nelle corse di cavalli, clandestine e non. Una volta esaurita la loro prestazione fisica che a volte dura per degli anni, anziché concedergli una meritata e tranquilla pensione, vengono venduti clandestinamente dai loro proprietari con la conseguente fine che immaginate. Oltre all'insensibilità, all'immoralità dei loro sfruttatori, i quali li rifiutano per evitarne l'elevato costo di mantenimento, c'è l'aggravante. Il danno e la beffa.

La carne dei poveri cavalli, infatti, essendo stati animali da corsa, è impregnata di farmaci, ormoni, steroidi, che sono dannosi alla salute umana.

Sembra che anche in Italia stia prendendo “moda” l'allevamento di animali da pelliccia. Nello specifico i Visoni. Un allevatore intervistato recentemente ha dichiarato che la colpa sta nell'economia. Poiché vi è crisi di lavoro in generale, tutto fa brodo per guadagnare qualche cosa. Quindi va bene anche scuoiare animali. Non tutti sanno che gli animali da pelliccia, per mantenere il loro pelo al massimo della lucidità e sofficità, devono essere scuoiati vivi. Sì d'accordo, c'è sempre quel falso stordimento elettrico che dovrebbe far svenire l'animale, ma quanto può bastare ad alleviare le sue sofferenze prima di morire? Ditecelo voi. Ma soprattutto ci chiediamo che significato ha passeggiare per la città, vanitosi di possedere una pelliccia o un girocollo peloso di qualsivoglia animale, quando sappiamo che abbiamo strappato la vita e ucciso con atroce sofferenza una creatura che nulla ci aveva fatto di male.
Veniamone fuori da tutto questo schifo morale e sociale!

Noi crediamo fermamente che se domattina 1 milione di persone soltanto aprissero gli occhi e incominciassero seriamente a boicottare tutte quelle case alimentari e quei prodotti che chissà per quanti anni hanno ingannato la nostra salute e la nostra coscienza, e se domattina 1 milione di persone decidessero di acquistare solo uova di galline allevate a terra e mangiare una bistecca in meno alla settimana o al mese, tutti questi signori, ignobili macellai, allevatori, sfruttatori e per giunta attentatori alla salute pubblica dovrebbero decidere, improvvisamente, di darsi una seria regolata o di trovarsi un secondo lavoro come raccoglitori di pomodori o banane.
Noi “Uomini liberi Uomini Dei” anche se non ci proponiamo come una comunità di vegetariani, crediamo fermamente che il rispetto della vita degli animali sia di fondamentale importanza in una società proiettata al futuro. L'uomo deve comprendere fino in fondo della propria coscienza che non ha diritto alcuno di privare qualsivoglia creatura della vita senza rispettarne la sacralità, e soprattutto quando questo avviene tristemente per viziosi e futili motivi. Solo una civiltà retrograda può perpetrare simili scempi ed essere insensibile alla sofferenza della vita altrui, di qualunque vita si voglia trattare. La nostra “Rivoluzione delle Coscienze” deve partire anche da qui.


Ass. cult. “Uomini liberi Uomini Dei"


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