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Fermiano il sistema: ne va della nostra sopravvivenza
di Pietro Reina 19/4/2013
 
 
Fermiano il sistema: ne va della nostra sopravvivenza

Da troppi giorni assistiamo ad un allarmismo a senso unico da parte dei midia: “il governo è di la da venire mentre si aggrava la crisi economica”.

La domanda che sorge spontanea è: siamo sicuri che un governo nel pieno delle sue funzioni e scaturito dall’attuale Parlamento saprebbe prendere provvedimenti tali da fronteggiare la burrasca economica che ci ha investito?
Vediamo di chiarire questi dubbi. La crisi economica morde senza pietà il territorio produttivo del paese, cioè le regioni del Nord. Le aziende falliscono, i dipendenti sono licenziati, il consumatore impaurito e con meno soldi spende meno, l’imprenditore che ancora resiste diminuisce la sua produzione e certamente non investe. E di conseguenza lo Stato rastrella sempre molti meno tributi.
Ebbene in questa situazione in cui le singole problematiche si alimentano vicendevolmente, assistiamo ad un paradosso colossale: nei territori dove storicamente si è prodotto e si produce ricchezza, la gente è stata portata sull’orlo della povertà, mentre, in altre realtà – Roma ed il meridione d’Italia - dove lo Stato ed il pubblico denaro ingrassano da troppi decenni le classi dirigenti e mantengono più che abbondantemente le altre classi, la crisi economica è solo una notizia come tante altre.


Parafrasando un noto detto, “…… chi ha dato continua a dare e chi ha avuto continua ad avere”.

Ebbene, nonostante che la crisi economica divenga mese dopo mese sempre più pesante e nonostante che la stessa crisi sia una delle più feroci e complesse della storia dell’Occidente, nessuna forza politica che dice di aver vinto le elezioni ha stilato una lista di cose da fare. Qualcuno conosce che cosa vuol fare, sul fronte dell’economia il PD? Qualcuno conosce che cosa vuol proporre il PDL qualora si arrivi ad un “governissimo”? Qualcuno ha sentito dire da costoro di essere impazienti a tagliare gli sperperi perpetrati dalle pubbliche amministrazioni statali o locali che siano? Qualcuno ha sentito dire da coloro che “hanno vinto le elezioni” che è indispensabile affrontare il problema dello sfoltimento e della licenziabilità nel pubblico impiego? Qualcuno ha sentito costoro affrontare seriamente il tema delle spese per gli armamenti e per le forze armate italiane impegnate su vari fronti mondiali? Qualcuno ha sentito PD e PDL affrontare in modo deciso il tema del costo sociale degli immigrati? Qualcuno li ha sentiti affrontare con rigore il tema degli stipendi degli alti magistrati e dei manager delle aziende pubbliche nonché delle loro scandalose buonuscite?


Non so Voi, ma io non ho sentito niente del genere. Dunque la conclusione non può essere che una: l’esistenza di un nuovo governo non scalfirebbe più di tanto le problematiche economiche che rimarrebbero pressoché intatte per anni se non per decenni. In altre parole, siamo alle prese con un “sistema” che cerca a tutti i costi di sopravvivere difendendo strenuamente solo se stesso, pronto a sacrificare la parte produttiva e sana del paese se ciò gli tornasse utile.

Non c’è più speranza dunque? Non proprio. Qualcosa si sta muovendo. A Pontida ho percepito la volontà da parte di segretari nazionali della Lega e dei governatori delle regioni del Nord di intraprendere a muso duro, la battaglia contro il “sistema”, o, più precisamente, di mettere in campo tutte quelle azioni atte alla sopravvivenza dei nostri territori. La qual cosa non può che far piacere. Attenzione però: non c’è più spazio per ulteriori delusioni. Alle parole devono seguire fatti concreti. La gente del Nord si aspetta molto da parte di coloro che hanno chiesto ed ottenuto di guidare le istituzioni. La gente del Nord non ha messo a disposizione il proprio voto per vedere sullo scranno solo amministratori diligenti ed onesti. La gente del Nord ha votato affinché, nonostante le occasioni ed il tempo persi negli anni scorsi, il sistema romanocentrico possa essere velocemente decapitato. Ne va della nostra sopravvivenza.


Pietro Reina


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